Frac uomo: formalità ed eleganza per ogni occasione

frac uomo

Il frac è chiamato anche morsina. Si tratta di un altro abito molto elegante, come il tight, ma che a differenza dell’abito uomo da cerimonia per eccellenza, può essere indossato la sera. Il frac si indossa di giorno per le occasioni formali quando sull’invito è riportato esplicitamente la dicitura “cravatta bianca” (se sull’invito ci fosse invece scritto “cravatta nera”, sarebbe richiesto lo smoking).

Il frac è sempre stato scelto per occasioni molto particolari ed eventi eccezionali di una certa rilevanza. Ad esempio è l’abito d’eccellenza indossato dai direttori d’orchestra, oppure per le premiazioni Nobel, o ancora per le udienze con il Papa, ricevimenti in ambasciata, cene di Stato, incoronazioni, prime teatrali e balli.

Frac uomo: storia d’eleganza e stile

Il frac uomo è nato in Inghilterra verso la fine del Settecento. Inizialmente era un abito comodo da campagna in panno di lana colorato, oppure in pelle. Aveva due falde dietro, era corto davanti e lasciava il gilet di un altro colore in bella mostra. Fino al 1822 il frac venne indossato più per comodità che per eleganza ed eventi particolari.

Nei primi anni dell’Ottocento, Lord Brummel lo perfezionò, donandogli un aspetto più simile a quello attuale. Ma è solo con la Restaurazione che il frac uomo assume i connotati più contemporanei e dona alla figura maschile la particolare forma a clessidra che ne contraddistingue l’indossarlo.

Fino alla fine dell’800 rimase un abito comune e solo successivamente è stato adottato come abito da gala, completamente nero ed illuminato esclusivamente dalla camicia bianca. Al collo adesso si inizia a portare una fascia nera. Nel ‘900 il frac si trasforma definitivamente in abito da sera surclassato per il giorno dal tight e affiancato la sera dallo smoking.

La fine della Seconda Guerra mondiale vede il frac protagonista assoluto delle cene di gala più importanti dei dignitari di corte. I signori altolocati lo indossano per le cerimonie serali e gli eventi mondani, come le prime dei balletti o quelle teatrali.

Gli elementi che compongono il frac

Come per il tight anche il frac conta ben dieci diversi componenti essenziali (più alcuni accessori facoltativi):

  1. giacca
  2. pantaloni
  3. panciotto
  4. camicia
  5. farfallino
  6. scarpe
  7. calze
  8. fazzoletto da taschino e fiore all’occhiello
  9. cappello
  10. guanti

La giacca uomo del frac è nera e ad un petto. La vita è aderente e ben modellata e il taglio è caratterizzato dalle due tipiche code di rondine posteriori. La giacca non si abbottona, i revers sono a lancia. Non ha tasche, ma solo un taschino. I bottoni della giacca, che non si abbottona, sono in osso o corozo nero oppure ricoperti di seta. Sulla manica ci sono quattro bottoni. La giacca del frac uomo è solitamente realizzata in barathea di lana nero, mentre le fodere sono di seta.

I pantaloni sono fatti dello stesso tessuto della giacca. Hanno un taglio classico e non hanno risvolti. Qualche volta possono avere i galloni laterali, cioè strisce di raso o grosgrain larghe pochi millimetri sull’esterno della gamba. I pantaloni non hanno passanti per la cintura perché sono sostenuti dalle bretelle sottili. Bretelle rigorosamente bianche che devono rimanere nascoste sotto al gilet.

Il gilet da uomo è un indumento assolutamente obbligatorio. É di piquè di cotone bianco. Il panciotto può essere monopetto a tre bottoni sottili in madreperla o doppiopetto a tre per due ed un taglio piuttosto svasato. Non deve sporgere dalla giacca. La camicia uomo invece ha il colletto diplomatico e polsini semplici fermati da gemelli.

Il farfallino è anch’esso di piquè di cotone bianco come il panciotto e deve essere annodato a mano. Le scarpe sono di vernice nera, stringate oppure “pump”, cioè scarpe da ballo con fiocco risalenti al XVI secolo. Infine le calze da frac sono nere, lisce, sottili e lunghe al ginocchio. Sono sorrette da giarrettiere oppure autoreggenti. Preferibili di seta, possono anche essere di filo di Scozia finissimo.