Collo alla coreana: Storia, caratteristiche e stile

Collo alla coreana

Di dichiarata ispirazione orientale, le camicie con il collo alla coreana sono senza dubbio un capo d’abbigliamento immancabile del guardaroba maschile estivo. Casual, ma elegante al tempo stesso, con l’abbinamento giusto, può essere tranquillamente utilizzata in ufficio, come in spiaggia sopra un paio di short.

Nata per creare un pendant perfetto con le giacche Nehru, tipiche della moda indiana, il loro utilizzo si è velocemente diffuso ovunque. In realtà, tecnicamente parlando, il collo alla coreana, non dovrebbe essere definito un “colletto” in senso stretto del termine. Questo perché privo di anima interna, delle alette e delle vele.

Collo alla coreana: struttura e design

Senza anima interna e senza alette, né vele, il collo alla coreana è essenzialmente una sottile banda di tessuto. Dal design minimal e adatto soprattutto alle occasioni casual, può però anche essere indossato per situazioni più formali. L’importante è l’abbinamento con la giacca giusta. In linea generale comunque è possibile affermare che, indipendentemente dall’occasione, dal colore o dal tessuto, la camicia con il collo alla coreana è un must dell’abbigliamento estivo maschile.

Le varianti di questo particolare taglio sono molteplici. Si va dal colletto chiuso con un solo bottone centrale, senza asola, alla chiusura a scomparsa, oppure a quello sempre aperto, che non prevede proprio il bottone.

La variante usata rimane comunque quella con le linee arrotondate con bottone a chiusura centrale (il bottone permette una chiusura agevole in caso ci fosse bisogno di dimostrare una certa dose di compostezza in più)

Collo alla coreanaCollo alla coreana: le origini

Di origini cinesi, il collo alla coreana è stato importato in India dalla dinastia Ming. Divenne molto popolare grazie al Jawaharlal Nehru, primo ministro indiano fino al 1964.

Nel corso del tempo il collo alla coreana ha trovato molti fan e seguaci anche nel mondo dello spettacolo e della musica. I Beatles per primi amavano indossarlo in abbinamento a giacche Nehru. Durante gli anni ‘60 e ‘70 era molto in voga tra gli Hippy, che lo avevano adattato alle lunghe e comode tuniche che indossavano quotidianamente.

Al di là delle mode e delle tendenze di spettacolo, le camicie con il collo alla coreana rimangono tra le più apprezzate e utilizzate soprattutto nel periodo estivo.

Collo alla coreana: le tipologie

Ne esistono di varie tipologie, noi vogliamo ricordarvi:

  1. collo alla coreana standard – Band Collar
  2. collo alla coreana alto – mandarin collar
  3. colletto Nehru

Il primo, il Band Collar, è il modello più semplice il tipico colletto che finisce esattamente la dove un colletto classico inizierebbe. Molto diffuso nei modelli Denim o Chambray. Volendo citare un film dove si possono ammirare molti modelli di camicie con questa tipologia di collo classico coreano, sicuramente è da ricorda il Grande Gatsby.

Il mandarin collar invece è caratterizzato da un’altezza compresa tra i 2cme e i 5 cm. Rimane più dritto e rigido rispetto al colletto standard, conferendo uno stile più elegante e distinto. Perfetto per la stagione estiva, magari proprio su una camicia su misura in lino.

Infine il colletto Nehru è solitamente utilizzato per cappotti e capispalla.

Camicia alla coreana: quale scegliere e per quali occasioni

Una prima doverosa premessa, richiede di specificare che l’altezza del colletto in una camicia alla coreana, va scelta in base alla lunghezza del collo stesso. Più il collo è lungo, maggiore potrà essere la lunghezza del relativo colletto.

Perfetta in abbinamento con i jeans o con un abito uomo su misura piuttosto casual, magari in cotone. Su una camicia alla coreana realizzata su misura, il consiglio è quello di evitare troppe personalizzazioni, per non renderla troppo informale e poterla quindi indossare in contesti un po’ più raffinati ed eleganti.

Camicia alla coreana: abbinamenti

Per un look business casual è possibile scegliere una camicia su misura con collo alla coreana di un classico colore bianco, denim o azzurro, per trasformare uno standard in un elemento più esotico e accattivante. Diversa dal solito, può essere indossata in ufficio in abbinamento ai completi da lavoro blu, grigi, o addirittura avana.

Per quanto riguarda il materiale, meglio evitare il lino, che si stropiccia facilmente, se si è alla ricerca di un aspetto più formale. In questo caso meglio optare per un classico cotone, molto leggero con trama zephyr, per preservare la frescura senza compromettere lo stile.

Il lino può essere lasciato per il tempo libero, occasioni casual, dove comfort e look disinvolto, sono da ricercare e preferire. Naturale, leggero e stropicciato quel tanto che basta. I colori da preferire per l’estate sono il bianco, tonalità pastello, righe orizzontali o verticali e micro fantasie. Da indossare comodamente anche fuori dai pantaloni e soprattutto, sempre rigorosamente senza cravatta!